Natalia Cellini

Il contesto del mio lavoro non è altro che il mio corpo, che dapprima entra nella materia, nel cemento, nel colore, nella cera stesa a velare le campiture. L’operazione artistica è una ridefinizione dello spazio interiore in figure pittoriche. Fare arte è metabolizzare il vissuto e prenderne le distanze riportandolo sulla tela. Istanze e sentimenti hanno urgenza di prendere una forma esterna, sia come sovrapposizione di piani che sono esperienza percettiva di una messa a fuoco interiore, il corpo che si anima a mettere insieme cose su cose, sia come ricerca di linee, spigoli e di infinite tonalità d’ombra.

Natalia Cellini

Il contesto del mio lavoro non è altro che il mio corpo, che dapprima entra nella materia, nel cemento, nel colore, nella cera stesa a velare le campiture. L’operazione artistica è una ridefinizione dello spazio interiore in figure pittoriche. Fare arte è metabolizzare il vissuto e prenderne le distanze riportandolo sulla tela. Istanze e sentimenti hanno urgenza di prendere una forma esterna, sia come sovrapposizione di piani che sono esperienza percettiva di una messa a fuoco interiore, il corpo che si anima a mettere insieme cose su cose, sia come ricerca di linee, spigoli e di infinite tonalità d’ombra.

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